| GIOVANNI BATTISTA CARPI |
Autore: Bepi Vigna |
I suoi allievi lo chiamavano rispettosamente Maestro, un titolo adeguato all'arte di Giovan Battista Carpi. In oltre cinquant’anni di carriera, la sua attività, infatti, ha spaziato in ogni campo delle arti visive: il fumetto, l’illustrazione, il cartone animato, fino alle favole multimediali su CD rom.
Anni fa aveva riunito un gruppo di giovani colleghi (“dei pazzi come me”, diceva), e aveva dato vita a un corso di ricerca pittorica, chiamato Immaginarte, che, studiando la tecnica dei grandi artisti di ogni epoca, intendeva rivisitare la storia dell’arte in chiave disneyana.
“Sta cambiando la storia, la società e rischiamo di non accorgercene”, diceva Carpi, per spiegare l’intento di questo esperimento didattico. “Per adeguarci noi vogliamo provare a pensare come i pittori dell’arte rinascimentale, o barocca , o surrealista, cercando di applicare la loro tecnica per creare delle immagini che partano dal fumetto”.
Leggere la cronologia dei lavori realizzati dal grande autore ligure, (una, molto accurata, è stata stilata qualche anno fa da Alberto Becattini, Luca Boschi e Stefano Bartolomei, in appendice a un’ampia monografia che la Comic Art ha dedicato al disegnatore), fa comprendere quanto sia stata imponente e fruttuosa l’incursione di Carpi nei territori della fantasia. Migliaia di storie, copertine, illustrazioni di ogni tipo, che testimoniano l’amore infinito per un lavoro duro, fatto di ore solitarie trascorse al tavolo da disegno, “perduto nel cono di luce di una spietata lampada da sessanta watt, manipolando le immagini che si alternano in ordinate sequenze sotto la frenetica matita”, come ebbe modo di scrivere lo stesso disegnatore.
Ha realizzato centinaia di storie con Paperino e Topolino, ma è stato anche uno dei maggiori autori italiani di fumetto umoristico non disneyano, dando vita, per l’editore Renato Bianconi, a personaggi indimenticabili, quali Nonna Abelarda, Soldino, re di Bancarotta, Geppo, il diavolo dal cuore tenero, Chico la cornacchia, il trapper Raviolo Kid, Gargantua (gustosa rivisitazione del personaggio di Rebelais), e tanti altri.
Sono sue anche le illustrazioni del Manuale delle Giovani Marmotte e della monumentale Enciclopedia Disney.
Carpi aveva iniziato come pittore, frequentando, ancora giovanissimo, lo studio dell’artista genovese Giacomo Picollo. Fu proprio questi a intuire la vena ironica e comica che dominava il segno del giovane allievo.
Il debutto nei fumetti avvenne nel 1945, sulla rivista “Faville”, poi, negli anni seguenti, collaborò col “Giornalino del Carroccio” e si dedicò anche ai cartoni animati. Nel 1953 entrò in contatto con la Mondadori, che aveva i diritti per l’Italia degli eroi disneyani. A Carpi non interessava tanto dedicarsi a personaggi non creati da lui, e quando incontrò Mario Gentilini, all’epoca direttore di “Topolino”, sparò una cifra molto alta. Gentilini gli offrì il doppio e lui non poté rifiutare.
La sua prima storia Disney, inchiostrata dall’amico Chierichini, apparve sull’ ”Albo d’oro” n. 42; era scritta da Guido Martina e s’intitolava Paperino e il suo fantasma.
Carpi capì che, per affermarsi come autore Disney, non doveva rinnegare l’opera dei grandi autori americani degli anni Trenta e Quaranta proponendo una grafica innovativa, che si facesse notare per originalità, ma era più utile scegliere uno stile in linea con gli illustri predecessori, distillando il meglio da ciascuno, per dare dei personaggi disneyani una versione che il lettore potesse accettare subito, con facilità. Col tempo, il suo segno acquisì sempre maggior personalità, facendosi più tondo e accattivante, riconoscibile anche dai non esperti.
Fin dalle prime storie realizzate per la Mondadori, il suo talento unito a un’efficace capacità di sintesi, lo impose come il maggior rappresentate della scuola dei Disney italiani, composta da quegli autori che, ancora oggi, producono quasi l’ottanta percento delle avventure di topi e paperi che si pubblicano nel mondo. E anche negli USA Carpi divenne una leggenda, al pari di altri storici disegnatori Disney dai quali aveva sapientemente attinto, e cioè Carl Barks, Floyd Gottfedson e Al Taliaferro.
Greg Crosby, vice presidente della International Creative di Burbank, in California, ha scritto di lui: “La parola che per me più gli si addice è gentleman, ma potrei anche definirlo the duck artist of Italy, il maestro italiano dei paperi”.
Carpi è stato anche l’inventore di Paperinik, eroe mascherato che prende in giro tanto i supereroi americani, quanto gli eroi neri del fumetto italiano, alla Diabolik. Ha realizzato, inoltre, alcune delle più belle parodie disneyane (tra cui Paperino e il vento del sud, ispirata a Via col vento). Nel 1986 si è divertito anche a disegnare una storia autobiografica, intitolata Paperino, Paperone e i magnifici ‘95.
A Carpi, oltre che a Gaudenzio Capelli, si deve la nascita dell’Accademia Disney, fiore all’occhiello della Walt Disney Company Italia, la scuola di disegnatori e sceneggiatori che negli ultimi dieci anni ha formato i nuovi autori di Topolino.
“Burbero, geniale, coltissimo”, ha scritto di Carpi Paolo Cavaglione, attuale direttore di “Topolino”, “capace di distruggere le sicurezze di un artista con un colpo di matita, ma anche di insegnargli il mestiere con infinita pazienza”.
Nel 1997, l’Università di Bologna gli aveva conferito la laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione, un riconoscimento importantissimo non solo per l’artista genovese, ma per l’intero mondo dei comics.
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