| OSVALDO CAVANDOLI |
Autore: Bepi Vigna |
E ritenuto uno dei più grandi umoristi e animatori del mondo e, secondo numerosi critici, un giorno, non molto lontano, la sua creatura più famosa, sarà considerata tra i migliori esempi di arte moderna, al pari delle opere di Fontana, Pollock e Warhol. Stiamo parlando di Osvaldo Cavandoli, il geniale artista ideatore de La Linea, per anni popolarissima star di Carosello. Cavandoli inizia giovanissimo, come disegnatore all'Alfa Romeo. Dopo la guerra, lavora presso lo studio dei fratelli Pagot, partecipando alla realizzazione de I Fratelli Dinamite, primo lungometraggio d'animazione Italiano. Nel 1956 comincia a collaborare con vari studi pubblicitari, realizzando i "codini" dei Caroselli televisivi.
Il suo compito, inizialmente, è quello di animare gli oggetti (coltelli che da soli tagliavano salami, spaghetti che uscivano magicamente dalla scatola, e così via), ma presto inizia a produrre e sceneggiare gli spot della Mucca Carolina, insieme a Pier Luigi De Mas e Giuseppe Laganà e quelli di Lancillotto insieme a Marco Biassoni. I disegni troppo elaborati, però, non piacciono a Cavandoli, che preferisce privilegiare il movimento e l'azione. Inizia, così, una personale ricerca volta alla sintesi del segno, andando decisamente controcorrente rispetto alle tendenze del cinema d'animazione di derivazione Disneyana, che privilegiava le scenografie ricche e le figure curate nei minimi dettagli. Da questo lavoro nasce un personaggio realizzato con un unico tratto di penna: un omino che ha bisogno della mano del suo disegnatore per dispiegare il proprio cammino, e il disegnatore, come un sorta di Dio burlone, si diverte a creare ostacoli alla sua creatura, suscitandone le indispettite reazioni. Il personaggio viene proposto a varie agenzie pubblicitarie, ma senza successo: nessuno, in un primo tempo, si rende conto della forza rivoluzionaria di quell'idea. Poi, Cavandoli incontra l'ingegner Emilio Lagostina, produttore delle famose pentole a pressione (ma anche collezionista ed esperto d'arte), che s'innamorò subito della Linea e la volle come testimonial dei suoi prodotti. L'omino ha così una voce, quella di Giancarlo Bonomi, e una parlata incomprensibile, ma efficacissima nel descrivere gli stati d'animo. Lo scarabocchio di Cavandoli diviene popolarissimo, nel 1972 dà vita a una striscia a fumetti (pubblicata su Sorry e sul settimanale Il Giornalino), e ottiene riconoscimenti internazionali al Festival di Annecy e a quello di Zagabria. Con la Linea Cavandoli ha messo in scena una commedia che si presta mille interpretazioni e varianti: c'è chi ha visto in quei disegni la metafora del conflittuale rapporto padre-figlio, ma anche chi li ha caricati di simbologie esistenziali universali. Una volta chiuso Carosello, Cavandoli ha rimontato i suoi spot ricavandone un centinaio di film brevi da tre minuti che hanno riscosso un grande successo in tutto il mondo. E in Italia? Da noi La linea è stata un po' dimenticata. L'ultima apparizione alla RAI, è stata nella sigla di Pinocchio, il programma di Gad Lerner, mentre nel 2001 l'emittente satellitare Studio Universal, ha programmato una ventina di episodi da un minuto.
|