| FALK LEE |
Autore: Bepi Vigna |
Lee Falk è stato lo sceneggiatore che ha creato due dei personaggi più popolari delle strisce disegnate: Mandrake e Phantom (quest’ultimo conosciuto in Italia col nome di Uomo Mascherato).
Nel nostro paese questi due eroi erano apparsi per la prima volta sulle pagine dell’ ”Avventuroso”, la gloriosa rivista degli anni Trenta. Successivamente erano stati pubblicati dai Fratelli Spada e attualmente dalla Comic Art.
Falk era nato a Saint Louis, nel Missouri, il 28 aprile del 1905. Dopo aver studiato all’Università dell’Illinois, aveva lavorato come redattore in una radio e, poi, in uno studio pubblicitario. Trasferitosi a New York, nei primi anni Trenta, aveva fatto la conoscenza con il disegnatore Phil Davis, insieme al quale aveva dato vita a Mandrake, il mago con i baffi alla Menjou, i capelli impomatati, vestito sempre con l’impeccabile abito da sera, la mantellina e il cilindro.
La fortuna accompagnò questo fumetto fin dalla sua nascita. Nella prima avventura, iniziata l’11 giugno del 1934, Mandrake ridava magicamente la vita a un Gran Sacerdote egiziano e la cosa destò un certo scalpore. Alcuni lettori accusarono Falk di essere blasfemo e diverse associazioni religiose iniziarono una vera e propria campagna contro il suo personaggio. Tutte queste polemiche, però, non fecero altro che dare gran popolarità alla serie.
Falk, trasformò il protagonista delle storie in un semplice illusionista, conservandone, però, il fascino misterioso. In una storia del 1937 (intitolata Il mago 900), Mandrake accettò addirittura una scrittura teatrale, facendo il prestigiatore sul palcoscenico, proprio come tanti artisti, che nell’America della Grande Depressione, cercavano di far dimenticare al pubblico i problemi di ogni giorno.
Sin dalla prima storia, accanto al mago comparve il servitore nero Lothar, all’inizio soltanto un “buon selvaggio” e poi, pian piano, diventato un confidente e amico del protagonista. Questo cambiamento fu determinato da ragioni prettamente commerciali, perché Falk valutò, giustamente, che la serie avrebbe avuto un maggior gradimento da parte dei lettori di colore se Lothar fosse stato posto su un piano paritario a Mandrake. Così, si inventò che il gigante nero era in realtà il re di una tribù africana e, quindi, era del tutto giustificato il fatto che il partner lo trattasse con maggior rispetto che in passato.
Durante la seconda guerra mondiale, anche Mandrake scese in campo contro il nemico nazista. Celebre l’avventura in cui il mago, di passaggio a Londra, sgominava una banda di spie tedesche. Questa storia venne pubblicata anche in Italia, durante il Fascismo, ma fu opportunamente modificata: Londra divenne Berlino e gli agenti nemici, naturalmente, assunsero la nazionalità inglese!
Nel 1936, insieme al disegnatore Ray Moore, Falk diede vita all’altro suo grande personaggio destinato a diventare il capostipite della grande famiglia degli eroi mascherati del fumetto: Phantom, il giustiziere che lotta contro il male in tutte le sue forme.
Il protagonista delle storie, questa volta, indossava una calzamaglia e una sottile mascherina nera gli copriva gli occhi. Il suo simbolo era il teschio, lo stesso emblema scolpito nell’anello, col quale “marchiava” i nemici colpiti dal suo pugno. Gli indigeni della giungla indonesiana ritenevano Phantom immortale e lo chiamavano “L’Ombra che cammina”. In realtà, il compito di combattere contro criminali e i malfattori di ogni risma, si tramandava da padre in figlio, in seguito al giuramento fatto dal primo Uomo Mascherato, unico superstite di un vascello assalito dai pirati nel Golfo del Bengala, nell’anno 1536.
Il successo incontrato da tutti i personaggi di Falk, oltre che al buon ritmo delle storie e alla suspense che accompagnava ogni avventura, era dovuto anche alla rilevante presenza dei personaggi femminili. Non solo la principessa Narda e la dinamica Diana Palmer, rispettivamente compagne di Mandrake e dell’Uomo Mascherato, ma anche molte altre, spesso protagoniste di una sola avventura, tutte, però, immancabilmente sexy.
Il 30 ottobre del 1977, accadde un avvenimento davvero inusuale nel mondo dei comics: Falk trovò il modo di far incontrare tutti i suoi personaggi. L’occasione fu il matrimonio di Phantom e di Diana, celebrato con una grande cerimonia nella giungla, alla quale intervennero, quali ospiti d’eccezione, anche Mandrake, Narda e Lothar.
La miglior qualità di Falk, come sceneggiatore, è stata senza dubbio quella di riuscire sempre ad adattarsi in qualche modo ai gusti del pubblico. E’ proprio per questo motivo che i suoi personaggi hanno avuto una vita così lunga, mantenendo inalterato il loro fascino anche quando sono stati affidati a disegnatori non all’altezza di quelli che li avevano realizzati per primi.
Quando le strisce di Phanthom passarono a Wilson McCoy, assistente di Ray Moore, il livello grafico delle storie divenne decisamente inferiore. Tuttavia, il King Features Syndacates non ritenne di dover sostituire il disegnatore, dato che la maggioranza dei lettori fece caso al cambiamento di segno. Solo nel 1961, Phantom fu affidato a Sy Barry, il quale seppe rinnovare la figura dell’eroe, in modo originale e moderno.
Per quanto riguarda Mandrake, dopo la morte di Davis, avvenuta nel 1964, la serie fu continuata da Fred Frederiks, che seppe destreggiarsi con ottimo mestiere.
Lee Falk non è stato soltanto un autore di fumetti, ma anche scrittore di romanzi e racconti, oltre che un prolifico autore teatrale.
Tra tutti i suoi personaggi quello che amava maggiormente era sicuramente Mandrake, col quale aveva finito, in una certa misura, per identificarsi. Quando presenziava alle mostre o alle convention di autori, aveva l’abitudine vestirsi con marsina e cilindro.
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