| OTTO GABOS |
Autore: Bepi Vigna |
Mariotto Rivelli è narratore
per istinto. Le sue tavole a fumetti diventano sempre un diario disegnato,
un’autobiografia di immagini e parole. Viene quasi da pensare che
l’adozione dello pseudonimo misterioso (e bellissimo) di Otto Gabos,
sia stata dettata dalla necessità di ottenere il giusto distacco
nel raccontare sé stesso.
La sua carriera è articolata e varia, ricca di suggestioni postmoderne
che si mischiano a un neo-romanticismo anni Settanta e ai toni decadenti
di vicende costruite sul filo dei ricordi.
Gabos racconta l’altro sé stesso, celandolo dietro personaggi
solo apparentemente immaginari, che, in realtà, sono un riflesso
preciso di persone incontrate, quasi la loro sintesi su carta, con intuizioni
brillanti o feroci che ce ne mostrano l’animo prima che l’aspetto
esteriore.
Storie legate a emozioni vissute e, quindi, autentiche (come solo le vicende
più fantastiche sanno essere), docu-soaps su fogli da
disegno, che, dietro un accattivante modo dell’espressione, non
nascondono mai del tutto un esplicito programma di provocazione e di disturbo.
Nelle tavole la vita trasmuta in narrazione visionaria e onirica, il gusto
dell’affabulazione diventa un gioco grafico sofferto e, a volte,
masochistico.
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