| BOB KANE |
Autore: Bepi Vigna |
Bob Kane era nato il 24 ottobre del 1916 a New York e, fin dagli anni Trenta, era entrato nel mondo dei fumetti, realizzando diverse storie umoristiche per la rivista "Wow". All'inizio del 1938 iniziò a lavorare per la "National", la futura "DC Comics", e Whit Ellsworth, uno dei responasabile della casa editrice, chiese a lui e allo sceneggiatore Bill Finger di creare un nuovo personaggio capace di ripetere il successo di Superman. Nacque così Batman, apparso per la prima volta sul numero 27 di "Detectives Comics" e a cui Kane lavorerà per oltre trent'anni. Il nuovo personaggio non era propriamente un supereroe, in quanto non era dotato di particolari poteri. Era piuttosto un vigilante, che agiva quasi sempre di notte e incuteva terrore con la sua sinistra maschera ispirata all'animale notturno per antonomasia: il pipistrello.
Dietro la maschera si celava il miliardario Bruce Wayne, il quale, come tanti altri eroi dei fumetti nati in quel periodo, aveva scelto di combattere il crimine in seguito a un dramma personale: l'uccisione dei genitori da parte di un rapinatore, quando era ancora un ragazzo.
Kane e Finger si erano ispirati al personaggio di Zorro, che nel cinema era stato interpretato con successo da Douglas Fairbanks.
Le storie di Batman raccontavano avventure violente e ricche d'azione, ambientate in una città immaginaria (Gotham City), che riproduceva in maniera esasperata tutte le contraddizioni e i conflitti delle stesse metropoli americane dove, fino a pochi anni prima, la malavita aveva spadroneggiato. Questi ingredienti conquistarono immediatamente i lettori.
Il tono delle avventure mutò negli anni Quaranta, quando il protagonista fu affiancato dal giovane Robin the Wonder, ovvero Dick Grayson, un adolescente anch'egli vittima della criminalità organizzata. Dick, rimasto orfano di entrambi i genitori, veniva adottato da Bruce Wayne, diventandone l'inseparabile spalla. La trovata di affiancare un adulto e un ragazzo si dimostrò vincente e fu imitata da altri fumetti dell'epoca. Le trame degli episodi si fecero meno cruente e, anche il disegno di Kane e degli altri autori che lo affiancavano, divenne meno cupo.
Per sopperire alla mancanza di super poteri, Batman venne dotato sin dall'inizio di una serie di incredibili apparati tecnologici (come la "bat-mobile" e il "bat-elicottero") e di un covo (la "bat-caverna") attrezzato con ogni possibile strumentazione scientifica.
Nel 1966, grazie anche all'ottima serie di telefilm ispirati alle avventure del personaggio di Kane, negli Stati Uniti esplose una vera e propria "bat-mania", con la produzione di un intenso merchandising basato sull'Uomo-pipistrello: giocattoli, magliette, spille, modellini di automobili e quant'altro.
Per avere un'idea della popolarità del personaggio, basterà ricordare ciò che avvenne il 16 maggio del 1966, quando un episodio della serie televisiva venne interrotto dal notiziario che dava le ultime, drammatiche notizie sugli astronavi Armstrong e Scott, i quali lottavano per la loro salvezza a bordo della navicella spaziale Gemini 8. Migliaia di telespettatori, infuriati, intasarono le linee telefoniche della stazione televisiva ABC, protestando per l'interruzione delle avventure dei loro eroi preferiti!
Gran parte del successo mondiale di Batman si deve, però, anche agli antagonisti che sono comparsi nelle sue storie: il Jocker, il Pinguino, il Trasformista, la Donna-Gatto costituiscono una galleria di nemici assolutamente indimenticabili. Nessuno di loro, in realtà, desidera eliminare realmente Batman, il più delle volte vogliono solo sfidarne l'intelligenza e, per questo motivo, trascinano l'Uomo-pipistrello in bizzarre gare di abilità.
La crisi che colpì il mercato dei comic-book non ridusse la popolarità di Batman, anche se la serie subì numerosi cambiamenti. Dick Grayson, che si era unito da tempo al gruppo dei Teen Titans, lasciò l'amico Bruce Wayne per iscriversi all'Università e il costume di Robin venne indossato da un certo Jason Todd. Ma il nuovo personaggio, non riuscì mai a decollare. Gli autori, ma soprattutto gli abili editor della "DC Comics", decisero allora di mettere il suo destino nelle mani dei lettori. Dopo un'avventura in cui veniva ferito gravemente dal terribile Jocker (uno degli antagonisti più famosi di Batman), la casa editrice propose un referendum, chiedendo al pubblico se il personaggio si dovesse salvare oppure no. Il responso fu per la morte!
Alla fine degli anni settanta, le avventure di Batman avevano perso molto del loro mordente, diventando sempre più ripetitive e banali. Il rilancio del personaggio iniziò quando prese a occuparsene il geniale Frank Miller. Nell'avventura "Il ritorno del cavaliere oscuro", Batman appariva un vecchio pazzo, incattivito dalla vita e tormentato dai rimpianti. Viveva le sue avventure in scenari gotici, che riproponevano le atmosfere delle prime storie di Kane e Finger.
Il regista Tim Burton, proseguendo su questa strada, ha trasferito definitivamente il mito di Batman sul grande schermo del cinema. Il primo film di Burton, uscito nel 1989, ha ottenuto un enorme successo, incassando oltre duecento milioni di dollari nei primi tre mesi di programmazione negli Stati Uniti.
|