| MICHEL VAILLANT |
Autore: Bepi Vigna |
Da quasi cinquant'anni gareggia sui circuiti di tutto il mondo, passando con disinvoltura dai Grand Prix ad ogni altra competizione motoristica. Ha vinto più corse di Michael Shumacher e, per i tantissimi appassionati che in tutta Europa seguono le sue avventure, è diventato un mito paragonabile ad Airton Senna o Manuel Fangio. Stiamo parlando di Michel Vaillant, l'eroe dei fumetti creato dal francese Jean Graton, e protagonista anche di un film: "Adrenalina Blu – la leggenda di Michel Vaillant".
Spesso, quando gli eroi dei comics si trasferiscono sullo schermo cinematografico, finiscono per deludere i loro appassionati lettori. In questo caso, non è così. Il regista Luis-Pascal Couvelaire, che viene dalla pubblicità, sa destreggiarsi con una certa abilità nelle scene più spettacolari (e in particolare in quelle della gara finale, la mitica "24 ore di le Mans") ed è riuscito a dosare perfettamente il ritmo del racconto, ricreando adeguatamente il clima delle storie a fumetti. Ma la riuscita del film è soprattutto merito della buona sceneggiatura firmata da Luc Besson e Gilles Malençon, i quali hanno costruito una trama intelligente, cucendo insieme spunti tratti da alcune delle avventure a fumetti più famose.
Il limite del film, paradossalmente, potrebbe essere rappresentato proprio dal fatto di essere costruito con una certa cura filologica, che accontenterà certamente chi ha già una certa familiarità con i personaggi, ma che potrebbe lasciare disorientati i giovani spettatori che non li conoscono. Forse l'unica cosa che farà storcere il naso agli appassionati del fumetto è la caratterizzare del personaggio di Steve Warson, totalmente privo, nel film, della forte personalità che ha invece nelle avventure disegnate.
Nello scrivere il plot, Besson e Malençon non hanno trascurato nessuno dei passaggi obbligati delle storie a fumetti: le apprensioni di mamma Vaillant per il figlio corridore, l'amicizia tra Michel e Steve, i sabotaggi messi in atto dalla scuderia concorrente, gli intrighi che fanno da sfondo all'ambiente delle corse. Naturalmente c'è anche un nemico malvagio e senza scrupoli. Lo storico antagonista della Vaillant, il Leader (morto da tempo nella saga a fumetti) è stato sostituito dalla bella e crudele figlia Ruth Wong, bramosa di vendicare le sconfitte e le umiliazioni subite dal padre.
Michel Vaillant apparve per la prima volta in alcune storie brevi pubblicate sul settimanale belga "Tintin" alla metà degli anni Cinquanta. Quando Graton scelse il nome da dare al suo personaggio, pensò a qualcosa che potesse competere con quello degli altri eroi a fumetti dell'epoca ("vaillant" in francese significa coraggioso). All'inizio i redattori di "Tintin" non erano convinti che le avventure di un pilota automobilistico potessero funzionare, ritenevano che, dopo poche storie, gli spunti narrativi si sarebbero esauriti. Ma, invece, l'accoglienza da parte dei lettori fu buona e pertanto al disegnatore venne chiesto di disegnare la prima avventura lunga, intitolata "Le Gran dèfi", pubblicata nel 1958.
In Italia Michel Vaillant è apparso per la prima volta nel 1963, inaugurando la mitica collana della Mondadori "I Classici dell'Audacia" e riscuotendo subito un buon successo.
Fin dai primi episodi, gli avvenimenti sportivi non erano quasi mai la componente centrale del racconto, ma più spesso facevano da sfondo a vicende di altro genere. Una certa debolezza delle trame era compensata dalla minuziosa documentazione e dal realismo con cui veniva rappresentato l'ambiente delle gare automobilistiche. Non veniva neppure trascurata la vita quotidiana dei personaggi al di fuori delle competizioni: Michel Vaillant aveva attorno a sè una famiglia i cui componenti erano caratterizzati in maniera molto precisa e riconoscibile e ciò favoriva il processo di identificazione da parte dei lettori.
Henri Vaillant, titolare delle omonime officine automobilistiche, si era lanciato nelle gare sportive, assecondato dai suoi figli Jean-Pierre e Michel. Il primogenito, dopo aver conseguito una laurea in ingegneria ed essersi sposato, aveva preferito abbandonare la guida dei prototipi per occuparsi della progettazione e della messa a punto delle vetture; successivamente era diventato direttore della squadra corse. Michel, ritenuto inizialmente un buono a nulla (nelle prime storie, più che a guidare pensa a suonare la tromba), si era poi rivelato uno straordinario pilota.
Della famiglia Vaillant entrava presto a far parte anche Steve Warson, un americano dal carattere irruente, ma pilota di grandissima classe, primo grande rivale di Michel e poi suo compagno di scuderia e amico inseparabile.
All'inizio della saga, la vita sentimentale del protagonista appariva piuttosto ambigua: il fatto che manifestasse poca simpatia per le donne e fosse eccessivamente attaccato alla madre, fecero sospettare una sua latente omosessualità. Ma il matrimonio con la giornalista Françoise e la nascita di un figlio hanno poi messo a tacere ogni diceria dei lettori più smaliziati.
A proposito di donne, occorre dire che Graton è stato uno dei primi autori del settimanale "Tintin" a inserire stabilmente nelle storie dei personaggi femminili con un ruolo rilevante. Fin dai primi episodi di Michel Vaillant apparve Agnese, originariamente destinata a diventare la fidanzata di Michel e che, in seguito, per un ripensamento dell'autore, andò in sposa al fratello Jean-Pierre. Nel corso delle avventure sono comparse numerose altre ragazze, tra cui anche Julie Wood, la bionda campionessa di motociclismo che ha fatto breccia nel cuore di Steve Warson e che nel film, invece, è diventata la vedova di un altro pilota.
Numerosi anche i personaggi reali ritratti nelle storie. Il pilota belga Jacky Ickx, che Graton conosceva fin da ragazzino, ha avuto un ruolo rilevante nell'avventura intitolata "De l'huile sur la piste" e ultimamente anche Michael Schumacher è apparso nelle storie di Michel Vaillant.
La lealtà, l'amicizia, la solidarietà, sono questi i valori posti in rilievo da Graton nei suoi fumetti. Le storie non di rado scadono nella retorica e nell'eccessivo moralismo, ma il livello medio delle serie si è sempre mantenuto buono.
Dal punto di vista grafico, le prime storie erano caratterizzate da un segno morbido, molto vicino al modello stilistico della linea chiara; col tempo il tratto di Graton si è fatto più personale, è divenuto più spigoloso e nervoso, sottolineando anche in questo modo la maturazione fisica dei personaggi.
In quasi cinquant'anni, Graton ha pubblicato oltre settanta albi a fumetti. Negli anni Sessanta la televisione francese ha prodotto una serie di telefilm dedicati a Michel Vaillant e in seguito è stata realizzata anche una serie di cartoni animati. Qualche anno fa una vera vettura Vaillant ha partecipato alla 24 ore di Le Mans, arrivando quarta e la casa automobilistica Honda ha chiamato "Vaillante" un suo coupè.
Dopo l'avventura intitolata "Le 8° pilote", Jean Graton ha iniziato ad avvalersi di altri collaboratori per la realizzazione delle storie a fumetti, tra cui Denayer, Lippens, Bucher, Clovis, Lopez Fernandez e Scott. Da alcuni anni tutte le sceneggiature di Michel Vaillant sono scritte dal figlio di Jean, Philppe Graton.
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