
Nathan Never, edito dalla Sergio Bonelli Editore, è mensilmente in edicola dal 1991, ed è il fumetto di fantascienza più venduto in Europa; viene pubblicato, oltre che in Italia, in Francia, Spagna, Germania, Croazia, Slovenia, Grecia, Turchia, Paesi Scandinavi, Brasile e USA.Ideato da Bepi Vigna, Antonio Serra e Michele Medda, è stato il primo prodotto fantascientifico di massa, inserito nella grande tradizione del fumetto popolare italiano. Rispetto a quest’ultimo, però, presenta numerose innovazioni grafiche e di contenuto: dal taglio della tavola disegnata, che rompe lo schema classico delle sei vignette, alle numerose citazioni iconografiche dei
manga giapponesi, a un gusto estetico e a un’impostazione del racconto che lo avvicina al fumetto d’autore europeo.
Il mondo in cui si muove
Nathan Never è un futuro non troppo distante dalla nostra epoca. Le mutazioni e le catastrofi ambientali hanno cambiato radicalmente il pianeta, ma ritroviamo, ingigantiti e distorti nella dimensione tecnologica, i problemi di sempre: la lotta tra le multinazionali senza scrupoli, il
razzismo verso i diversi, l’uso sconsiderato delle nuove potenzialità
della scienza
.Nathan Never e i suoi compagni dell’agenzia
investigativa Alfa hanno un compito difficilissimo sulla Terra e
nelle stazioni orbitanti del sistema solare: difendere, per quanto
è possibile, ciò che resta della dimensione umana.

Tra i disegnatori che si sono alternati nel realizzare graficamente
la serie sono da ricordare Nicola Mari, Germano Bonazzi, Romeo Toffanetti
e Roberto De Angelis, attuale copertinista degli albi.
I critici Gianfranco Goria e Guido Gatti hanno scritto: “Probabilmente
il senso del mistero e dell’isolamento così ben rappresentato
dalle torri nuragiche gioca un ruolo importante nella costruzione
delle narrazioni pervase di inquietudine alla
Nathan Never.
D’altra parte, nel cinema il rapporto tra civiltà nuragica
e un certo modo d’intendere la fierezza e il senso dell’isolamento
è stato chiaramente messo in evidenza , ad esempio, nell’opera
di Solinas.
Sul versante del fumetto fantascientifico si assiste inoltre a un
arricchimento che Vigna, Serra e gli altri conferiscono al sostrato
sardo utilizzando sensibilità tematiche propriamente “americane”.
Questa forma contaminata del raccontare è di grande interesse
perché mostra ancora una volta come isoglosse di natura tematica
siano il frutto di intersezioni a tutto campo tra mentalità
arcaiche, spesso sepolte nell’immaginario, e elementi tematici
di rilevanza universale come l’umanità del diverso,
l’impossibilità della comunicazione tra mondi culturalmente
e socialmente lontani, l’instaurazione di rapporti di forza
da cui è difficile prendere le distanze. Il rapporto tra
Blade Runner e
Nathan Never è evidente
e dichiarato, almeno nelle sue origini, ma probabilmente la soluzione
si nasconde nel rapporto tra la torre sarda (nuraghe) e le “torri”
metropolitane.”