| PAPERINO |
Autore: Bepi Vigna |
Perchè Paperino piace tanto? Per una qualità davvero singolare in un papero: la sua umanità. Egli, infatti, incarna tutti i nostri vizi e difetti. Le sue sfortune, i suoi scatti d'ira, le sue furbizie, i suoi dispetti (che gli si ritorcono sempre contro) assomigliano moltissimo ai nostri. E così, quando ridiamo leggendo le sue disavventure, in realtà, stiamo ridendo della nostra vita.
Era il 1934 e in un piccolo film d'animazione intitolato "The Wise Little Hen (La gallinella saggia)", quarantaquattresima "Silly Simphony" – la serie di brevi cartoni animati ispirata a fiabe celebri -, fece la sua prima fugace apparizione un gallinaceo dall'aspetto davvero poco promettente: era vestito da marinaio, aveva la testa stretta, il becco lungo e un corpo decisamente goffo e un po' sbilanciato. Il suo nome era Donald Duck e di professione faceva... lo scansafatiche! Gli prestava la voce Clarence Nash, imitatore radiofonico di animali in una popolare trasmissione.
Nessuno avrebbe puntato un soldo su quel personaggio. Non sembrava proprio che potesse aspirare a niente di più che a un misero ruolo da comprimario. Era solo uno dei tanti "caratteri minori" che di volta in volta affiancavano Topolino, la vera star della Disney. Insomma, il futuro di quel papero sembrava segnato, ma, si sa, il destino riserva spesso delle sorprese. A volte, basta poco, dipende da chi si incontra.
I "model sheet" per i primi cortometraggi con Paperino erano stati disegnati da Ferdinand Horvarth, ma, in seguito, del personaggio si era occupato Al Taliaferro, il quale, all'epoca, disegnava le tavole domenicali delle "Silly Simphonies", ovvero l'adattamento a fumetti dell'omonima serie di cartoni animati. Le sceneggiature, invece, erano di Ted Osborne.
Taliaferro raffinò progressivamente il look, del papero, seguendo quelle che erano le indicazioni del Reparto Animazione della Disney. La testa divenne più rotonda, il becco fu accorciato, il corpo assunse una forma più slanciata.
Paperino si guadagnò un suo spazio nelle "Silly Simphony" domenicali, ma fece anche qualche sporadica apparizione in alcune famose avventure di Topolino, disegnate dal grande Floyd Gottfredson. Nella storia "Topolino giornalista", del 1935, era uno strillone che vendeva i giornali per strada (e aveva delle curiose zampe nere); in "Topolino nella casa dei fantasmi" (1936), dava vita in compagnia di Topolino e Pippo a un indimenticabile trio di gosthbusters, che, più di cinquant'anni dopo, avrebbe ispirato anche il famoso film di Ivan Reitman.
Dato che si trattava di un palmipede e, quindi, con una naturale passione per l'acqua, ai disegnatori della Disney era sembrato giusto dargli una tenuta da marinaio, ma, in realtà, Paperino era un campagnolo, come molti altri personaggi delle storie, come Orazio e Clarabella, rappresentanti di quell'America rurale, semplice e saggia, legata ai valori autentici, che veniva contrapposta all'altra, quella delle grandi città industriali, scenario, in quegli anni, delle lotte tra bande di gangster.
Al Taliaferro, finì con l'affezionarsi al papero e, pertanto, propose a Roy Disney (fratello maggiore e braccio destro di Walt), di creare una striscia giornaliera che avesse Paperino come protagonista. Roy non sembrò entusiasta dell'idea, ma quando Taliaferro gli mostrò una ventina di strisce già pronte, acconsentì a sottoporle al giudizio del King Features, il Sindacato che distribuiva i fumetti Disney su quotidiani americani. Le storie, però furono scartate perchè giudicate poco divertenti.
Taliaferro non si diede per vinto e chiese aiuto a quelli che erano considerati i migliori gag-men in forza alla Disney: Homer Brightman, Roy Williams e Bob Karp. Questa volta il risultato venne giudicato buono e la striscia di Donald Duck potè partire. Il piccolo papero aveva finalmente un ruolo da protagonista. Era il 7 febbraio 1938. Il papero si trasformò in un cittadino alle prese con i problemi di tutti i giorni: divenne anche proprietario di una macchina (la mitica "313") e fu circondato da un preciso ambiente familiare: una fidanzata (Paperina), tre nipotini (Qui, Quo, Qua), una Nonna (Nonna Papera), questi ultimi creati proprio da Al Taliaferro.
Al Taliaferro è stato spesso criticato per il suo segno troppo angoloso e per la poca varietà delle posizioni in cui disegnava i personaggi. Le malelingue arrivarono anche a insinuare che, per realizzare le sue vignette, si servisse addirittura di una serie di timbri! Nonostante ciò, è indiscutibile che debba essere considerato l'autentico creatore grafico di Paperino. Nessuno tra i molti disegnatori che, in seguito, si sono cimentati nelle avventure di Donald Duck, ha potuto prescindere dal modello da lui tracciato. Un altro incontro fondamentale, per Paolino Paperino, fu quello con Carl Barks, uno dei più grandi artisti della storia del fumetto, che non a caso si è guadagnato il titolo di "uomo dei paperi".
Barks, ex animatore che aveva lavorato per "Biancaneve e i sette nani" e che si era, in seguito, ritirato ad allevare polli in una fattoria presso Hemet, in California, entrò alla Disney nel 1935, con uno stipendio di 20 dollari alla settimana. Delle storie di Paperino iniziò a occuparsi nel 1942. Il personaggio, intanto, aveva debuttato nei comics books, gli albi mensili, editi, su licenza Disney, dalla Western Publishing-Dell.
La prima storia a cui collaborò Barks fu "Paperino e l'oro del Pirata", realizzata insieme a Jack Hannah su testi di Bob Karp. L'anno dopo il disegnatore prese a occuparsi delle storie brevi, e realizzò qualche racconto lungo per la collana "Four Color Comics". In seguito, fu questa testata ad assorbire la maggior parte del suo lavoro e le storie di Paperino divennero delle avventure a grande respiro, indirizzate a un pubblico più smaliziato ed esigente di quello che leggeva le strip sui quotidiani. Barks avrebbe finito per rivelarsi come uno dei più straordinari narratori che la "Nona Arte" avrebbe mai annoverato, ispiratore pure di molto cinema spettacolare contemporaneo (Steven Spielberg ha sempre ammesso di essere stato influenzato dalle storie di Barks quando ha creato le avventure di Indiana Jones).
Il nuovo formato degli albi in cui apparivano le vicissitudini di Paperino, inoltre, permetteva al disegnatore di avvalersi di una tecnica narrativa molto più sofisticata, che si rifaceva alle esperienze del cinema d'animazione. Comparvero vignette grandi ("splash panel") o addirittura a tutta pagina ("splash page") e inquadrature panoramiche dove i personaggi recitavano su piani differenti.
Barks definì meglio la personalità di Paperino, ne modificò l'aspetto grafico e gli mise accanto dei riuscitissimi coprotagonisti, come Zio Paperone, la Banda Bassotti, Nonna Papera, il cugino Gastone e tanti altri, che arricchirono le potenzialità narrative delle storie. Barks, inoltre, fece diventare Paperino protagonista di vicende avventurose, spesso ambientate in scenari esotici altamente suggestivi dove l'umorismo, il pathos e l'azione si fondevano in una miscela irresistibile. Sul piano strettamente narrativo, le storie di Barks seguono uno schema completamente nuovo, rispetto ai fumetti avventurosi dell'epoca. Di solito si parte da una situazione iniziale che introduce il lettore nel vivo delle frustrazioni di Paperino. Ma, poi, il personaggio si ribella, cerca di contrastare, in ogni modo, la realtà della propria condizione e nel fare ciò, pur non ottenendo mai un vero riscatto, acquista, comunque, una nuova consapevolezza di sè e del mondo circostante. Per la prima volta un personaggio dei fumetti non reagisce meccanicamente alle varie situazioni che lo sceneggiatore gli prospetta, ma mostra di possedere la mutevolezza e l'imprevedibilità tipiche degli esseri umani. Così, in "Zio Paperone e la Stella del Polo" (1952), Paperino scopre l'insospettata generosità dello zio, modificando la cattiva opinione che aveva di lui; in "Paperino e il Valalla cosmico" (1961), comprende, invece, quali pericoli nasconde la bramosia dell'oro e quali rischi sociali può comportare. D'altronde, proprio Uncle Scrooge (Paperone), permise a Barks di introdurre nelle storie Disney un conflitto ricco di spunti interessanti, che qualcuno ha interpretato come una denuncia dell'alienazione del mondo capitalistico, una critica al potere e ai mali prodotti dell'autoritarismo e un riflesso della mancanza di coscienza di classe nella società americana.
Barks arrivò a anche a disseminare le storie di piccoli indizi sul passato della famiglia dei paperi, operazione che ha consentito, poi, in anni recenti, di ricostruire un preciso albero genealogico.
In breve tempo, il piccolo papero divenne il più popolare tra gli eroi della Disney, tanto che, negli anni Quaranta, il Ministero del Tesoro americano, lo scelse come testimonial in una campagna pubblicitaria diretta a convincere i cittadini a pagare le tasse.
Anche se fu Barks a fare di Paperino una stella di prima grandezza nel firmamento dei comics, è giusto ricordare che, tra coloro che esplorarono per primi le potenzialità del personaggio come eroe avventuroso, va annoverato anche l'italiano Federico Pedrocchi, direttore, negli anni Trenta, del settimanale "Topolino". La "Mondadori", infatti, aveva ottenuto l'autorizzazione a realizzare in Italia delle storie disneyane, la prima delle quali fu "Paolino Paperino e il mistero di Marte", del 1935. Quell'avventura fantascientifica va considerata come l'atto di nascita della cosiddetta "scuola dei Disney italiani", che attualmente copre quasi l'ottanta per cento della produzione mondiale delle storie a fumetti di Topolino e compagni.
Autori come Giovan Battista Carpi, Guido Martina, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano, Massimo de Vita, Luciano Bottaro, per citarne solo alcuni, hanno contribuito non poco all'evoluzione di Paperino.
Assai importante è stato il lavoro di Keno Don Hugo Rosa, un italo americano che, a partire dal 1986, ha ripreso il percorso creativo di Barks con un dichiarato spirito celebrativo. A Don Rosa si deve la bellissima, monumentale saga che, narrando dalle origini tutta la storia della famiglia dei paperi, mette finalmente ordine tra le varie parentele: ci spiega di chi sono figli Qui, Quo, Qua, che rapporto c'è tra Ciccio e Nonna Papera, perchè Paperone è lo zio di Paperino. Le dodici storie, apparse originariamente in America su "Uncle Scrooge" (e in Italia sulla testata "Zio Paperone" a partire dal n. 92 del 1997), sono state raccolte nel volume "D.U.C.K.", che in inglese significa "papero", ma che è anche l'acrostico di 2Dedicated to Uncle Carl, by Keno" ("Dedicato allo zio Carl, da Keno")
Pare che a Disney Paperino non fosse particolarmente simpatico, gli preferiva di gran lunga Topolino, simbolo dell'America laboriosa e ricca di fantasia nella quale papà Walt si riconosceva pienamente.
Topolino è l'uomo qualunque che, grazie all'impegno e al rispetto dei valori più profondamente americani ottiene il successo e la fama, diventa un eroe. Paperino no. Lui è un concentrato di difetti, è l'irrazionalità personificata, l'istinto che prevale sulle emozioni. Ed è, quindi, sfigato, costretto a barcamenarsi sempre tra mille problemi, a dover patire umiliazioni, ad essere deriso.
Eppure da settant'anni, questo umanissimo papero testardo e sfortunato, per i lettori di tutto il mondo è in cima alla classifica della simpatia.
PAPERINO DALL'A ALLA Z
AUTOMOBILE - L'auto di Paperino è una vecchia utilitaria degli anni trenta, che prende il nome dal numero di targa: 313. Poichè ha solo due posti, i nipotini viaggiano sempre seduti nel porta bagagli.
BANDA BASSOTTI - Una ghenga di malviventi che cerca costantemente di derubare il deposito di Zio Paperone. I vari componenti non hanno dei veri nomi, ma sono contraddistinti dalle targhette che portano sul petto, con indicati i numeri di immatricolazione nel carcere.
CITTA' - Paperino abita a Paperopoli, mentre Topolino abita a Topolinia. Ecco perchè i due non si incontrano più tanto spesso. Paperopoli, fondata da Cornelius Coot, un antenato di Paperino, è anche la capitale della Calisota, immaginaria regione sulle coste dell'Oceano Pacifico, che ricorda sia la solare California, che il turbolento Minnesota.
DEPOSITO - La sagoma del grande edificio in cui zio Paperone custodisce i suoi fantastiliardi, domina il paesaggio di Paperopoli. Ma il Deposito, non è soltanto un serbatoio di dollari, è anche la casa di Paperone, il luogo dove il vecchio taccagno fa le sue nuotate tra le monete. Svaligiarlo non è un'impresa facile, perchè è provvisto di complicatissimi dispositivi di sicurezza.
ELY, EMY ed EVY - Sono le tre nipotine di Paperina, copie speculari di Qui, Quo e Qua.
FIDANZATA - Paperina è la versione umoristica delle eterne fidanzate degli eroi avventurosi, come Narda per Mandrake o Dale Arden per Flash Gordon. Irascibile, capricciosa, romantica, tiene un diario dove annota le sue principali avventure.
GASTONE - E' il fortunatissimo e insopportabile cugino di Paperino e spesso, suo rivale in amore.
INVENTORE - Archimede Pitagorico è il geniale scienziato, capace di realizzare qualunque marchingegno. E' sempre accompagnato da Edi, un piccolissimo robot con la testa di lampadina, che rappresenta una personificazione dell'idea luminosa.
JONES - Vicino di casa antipatico e manesco, con cui Paperino ingaggia spesso gare di... dispetti.
LUDVIG VON DRAKE - E' questo il nome originale di Pico de Paperis, che, infatti vanta ascendenze austriache. Pico de Paperis incarna il classico luminare svampito e pasticcione, vittima del suo stesso genio.
MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE - Il vademecum del corpo scoutistico a cui appartengono Qui, Quo e Qua. Contiene una risposta per qualunque quesito su qualunque materia.
NONNA PAPERA - La vecchia zia di campagna, famosa per le sue ottime torte. Gira con una macchina che è ormai un pezzo d'antiquariato. Con lei abita Ciccio, un nipote pigrissimo e afflitto da pinguedine, che, invece di lavorare, passa il suo tempo a dormire.
OSCAR - Paperino ha vinto un premio Oscar nel 1943 col cortometraggio "Dear Furhrer's Face" (Faccia da Fuhrer), una acuta satira sul nazismo.
PAPEROGA - Uno dei personaggi più lunatici e anticonformisti dell'universo dei paperi. Caricatura del classico beatnik degli anni Cinquanta e Sessanta, affascinato dallo yoga e sempre pronto a consultare manuali "fai-da-te". Il suo nome originale è Fethry Duck.
PAPERINIK - Ideato dagli italiani Guido Martina e Giovan Battista Carpi, è una parodia degli eroi neri degli anni Sessanta. Dietro la maschera del misterioso personaggio si cela in realtà Paperino, il quale, venuto per caso a conoscenza dei segreti del ladro gentiluomo di Fantomius, ne ha preso il posto e ne ripercorre le gesta.
QUI, QUO, QUA - I tre nipotini, un tempo, erano i classici bambini pestiferi, ora, invece, sono tre ragazzi molto giudiziosi, capaci, spesso, di rimediare ai guai causati da Paperino.
ROCKERDUCK - Miliardario spregiudicato e dispettoso. E' il principale avversario di zio Paperone, con il quale dà vita a epiche sfide commerciali.
SIMPATIA - Sicuramente, la dote migliore di Paperino.
TOPOLINO - Oltre ad essere il nome italiano di Mickey Mouse, è anche un glorioso settimanale su cui compaiono le avventure di Paperino & C. Negli anni Trenta, "Topolino" era grande quanto un giornale quotidiano e pubblicava storie avventurose di vari personaggi. A partire dal 16 aprile 1949, la testata ha assunto il caratteristico formato tascabile e gli eroi disneyani sono diventati i protagonisti assoluti delle storie.
UNCLE SCROOGE - E' il nome originale di Paperon de Paperoni. Richiama il celebre Ebenezer Scrooge che compare nel racconto "Canto di Natale", di Charles Dickens. Avaro, ma simpaticissimo, Paperone ha fatto la sua prima comparsa nella storia intitolata "Il Natale di Paperino sul Monte Orso", del 1947.
VESUVIO - E' la dimora di Amalia, la fattucchiera che ammalia. Questa simpatica maga cerca costantemente di impossessarsi della mitica Numero Uno, la prima moneta guadagnata da Paperone e ritenuta fonte di tutta la sua fortuna.
ZE CARIOCA - Conosciuto da noi come Josè Carioca, è il pappagallo brasiliano partner di Paperino nel film "I tre Caballeros".
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