Nell'ambito delle serie a fumetti e dei cartoni animati destinati all’infanzia, i Puffi (in originale Schtroumpfs, termine che non significa niente e che in francese è particolarmente difficile da pronunciare), sono sicuramente tra i personaggi più popolari, soprattutto da quando, a partire dagli anni Ottanta, i produttori americani Hanna & Barbera hanno dato vita a delle serie animate che ne hanno decretato il successo mondiale.
Nati nel 1958 dalla fantasia del disegnatore belga Pierre Culliford (in arte Peyo) questi curiosi gnomi dalla pelle blu parlano una strana lingua, nella quale il vocabolo schtroumpf (puffo), sostituisce ogni altro.
Secondo Umberto Eco, la lingua degli Schtroumpfs, risponde alle regole di una linguistica del testo: “Ogni termine è comprensibile e rapportabile ad altri solo se lo si vede nel contesto e lo si interpreta alla luce del tema o topic testuale. Noi possiamo comprendere il puffo perché ogni Puffo usa il termine "puffo" e i suoi derivati solo e sempre in quei contesti in cui una frase del genere è stata pronunciata”.
I Puffi vivono in un villaggio in mezzo alla foresta e sono guidati da un “Grande Puffo”, l'unico riconoscibile per gli abiti di colore rosso e per la barba fluente. Attorno a questa sorta di saggio patriarca, ruotano altri gnomi, tutti uguali, ma ciascuno caratterizzato da una precisa qualità: c'è quello burlone, quello goloso, quello occhialuto e noioso, quello coraggioso e quello vanitoso. I nemici dei Puffi sono il mago Gargamel e il suo gatto Azraël (in Italia ribattezzati Gargamella e Birba). Gargamel cerca in tutti i modi di catturare gli gnomi e carpirne i segreti. Le sue malvagie manovre sono anche all'origine della nascita della Puffetta (Schtroumpfette), unico elemento femminile della comunità, che, nella prima avventura in cui appare (datata 1966) provoca un grande scompiglio nel villaggio.
I Puffi, non hanno suscitato solo l’interesse dei giovanissimi: nel corso degli anni, infatti, appassionati e critici li hanno analizzati a fondo, giungendo spesso a conclusioni sorprendenti.
C’è chi ha affermato, per esempio, che i personaggi di Peyo non sarebbero altro che un tentativo mediatico di indottrinamento politico a favore del modello di vita comunista e sovietico, in particolare. Le stesse iniziali del loro nome americano (The Smurfs) non sarebbero altro che l’acronimo di “Socialist Men Under a Red Father” (“Uomini Socialisti Sotto un Padre Rosso”); ma tutto l’impianto narrativo delle loro storie sarebbe infarcito di messaggi subliminali di carattere politico.
Però, si è fatto anche notare che Gargamel possiede, in realtà, caratteristiche caricaturali di un rabbino (naso adunco, gobba, veste lunga, nera) e il suo gatto, nella versione inglese, porta il nome ebraico di Azreal, l’angelo della morte. Inoltre i puffi praticano forme nazi-platoniche di eugenetica integrale, tutti impegnati a conformarsi fisicamente all’ideale del perfetto Puffo, incarnato dal Puffo Forzuto, con chiari (si fa per dire) riferimento a Faust, a Sigfrido e all’Arbeiter jungeriano. Puffetta, inoltre, risulta una perfetta ariana: bionda e con gli occhi azzurri.
Di altro avviso il giornalista Roberto Beretta, che in un articolo apparso sull’ ”Avvenire”,il 27 aprile 2006, osserva, divertito, che la comunità dei Puffi può essere anche letta come una raffigurazione delle prime comunità di cristiani. Gargamella e Birba rivestirebbero il ruolo simbolico di Nerone e dei leoni del Colosseo e il cappuccio bianco degli gnomi rimanderebbe al berretto frigio dei Re Magi, dei sacerdoti caldei e degli adepti dei culti mitraici.
Secondo Antonio Soro, autore del volumetto I Puffi, la “vera” conoscenza e la massoneria (EDES - Editrice Democratica Sarda, Sassari 2005), gli gnomi di Peyo sarebbero una metafora della massoneria. Il loro villaggio è infatti organizzato come una loggia massonica e Gargamella, il cattivo che cerca di carpirne i segreti, è un profano che veste (non a caso) con una tonaca ecclesiastica.
Secondo Soro, i colori dei Puffi sono massonici. Il blu è il colore “pneumatico” dei figli del Dio misterioso nelle scuole gnostiche antiche. Il berretto bianco rappresenta la purezza cui lo gnostico aspira. Il Grande Puffo è “il Maestro di Loggia”, vestito – solo lui – con cappuccio e pantaloncini rossi, che rimandano al fuoco dello Spirito e alla simbologia del grado massonico dell’Arco Reale. Se si esclude l’unica femmina, i Puffi sono novantanove, come i gradi di certe massonerie esoteriche e i saggi vestiti di bianco nella Nuova Atlantide di Francesco Bacone, un’opera che ha esercitato un’influenza notevole sui primi massoni britannici. Le case dei Puffi, inoltre, assomigliano a funghi, anzi a un fungo particolare, l’amanita muscaria, sostanzialmente velenoso, ma che l’iniziato massonico può trasformare in elisir di rigenerazione. Gli gnomi blu, insomma, rappresentano un esoterismo massonico di natura gnostica che la massoneria moderna, imboccata la via del razionalismo, avrebbe in gran parte smarrito
E’ evidente che siamo nell’ambito di quella che Umberto Eco definisce “interpretazione infinita” a cui si prestano molte opere suscettibili di infinite chiavi di lettura.
I puffi sono apparsi per la prima volta nel 1958 nella storia La Flute a Six Schtroumps, un’avventura di Johan et Pirlouit, due personaggi creati da Peyo alla fine degli anni Quaranta. In Italia le loro avventure sono state pubblicate tra gli anni Sessanta e Settanta sulle pagine del “Corriere deiPiccoli” e negli “AlbiSprint”.
Il grandissimo successo degli Schtroumpfs convinse Peyo creare un proprio studio e a farsi affiancare da molti altri collaboratori, tra cui i suoi figli Thierry e Veronique. Nel 1989 venne creata anche una casa editrice, la Cartoon Créacion, che ha pubblicato per anni la rivista “Schtroumpf”. Due anni dopo, a Hagondange, vicino Metz, è stato inaugurato anche un parco di divertimenti a dedicato ai personaggi. Il 24 dicembre del 1992, Peyo è scomparso, stroncato da un arresto cardiaco.
Per chi volesse saperne di più sui Puffi, e magari divertirsi a rintracciare altri significati e metafore nelle loro storie, la Planeta De Agostini, sta ripubblicando integralmente tutte le loro avventure.