| FRANCO PUTZOLU |
Autore: Bepi Vigna |
Qualcuno lo ha definito il "Forattini sardo", ma forse il paragone non rende completamente giustizia a Franco Putzolu, che, rispetto al più illustre collega romano, ha sempre manifestato una maggiore capacità di raccontare, spaziando molto spesso al di là della satira politica pura e semplice. Di certo, così come le vignette di Forattini, anche quelle che Putzolu ha realizzato per anni per l' “Unione Sarda” hanno, il più delle volte, la valenza di un articolo di fondo con il vantaggio che, mentre la parola scritta ha una sua incisività mediata, l'immagine è più efficace, arriva subito al dunque, sintetizza un concetto e si fa ricordare meglio.
Nato a Serramanna nel 1936, Putzolu ha esordito giovanissimo (nel 1953) inviando una vignetta al settimanale "Il Calcio e il Ciclismo Illustrato". Qualche anno dopo, prese a girare per le redazioni dei giornali con la sua cartella di disegni: collaborò col settimanale romano "Il Travaso delle idee", poi, si trasferì a Milano, dove venne assunto alla Gamma Film, lo studio dei fratelli Gavioli, che realizzava cartoni animati pubblicitari per la televisione. Il disegnatore sardo ebbe, così, l'opportunità di partecipare alla realizzazione di numerosi "caroselli", dando vita a personaggi divenuti celebri, come la famiglia di trogloditi Babbut, Mammut e Figliut, capitan Trinchetto e tanti altri.
“Quando ho iniziato non sapevo niente del cartone animato”, ricorda Putzolu, “ma sono uno curioso, a cui piace bussare a tutte le porte e cimentarmi sempre in qualcosa di nuovo. Alla Gamma Film ebbi un colloquio con Gino Gavioli, che era il direttore artistico dello studio. Rimase colpito dal mio tratto e dalla mia inventiva e senza chiedermi altre informazioni mi assunse subito. I caroselli erano impegnativi, c'era da lavorare tantissimo. All'inizio io illustravo gli story-board, poi mi chiesero di fare intercalazioni e più avanti anche sceneggiature e ideazioni di gags”.
A Milano Putzolu lavorò anche per "Il Travaso" di Guasta, per "Il Delatore" (innovativa rivista, diretta da Bernardino Zapponi), per il “Bertoldo” di Sansoni e Carpi e per la collana di libri Questi Umoristi. In quegli anni si fece la fama di "umorista nero" con una particolare predilezione per le tematiche grottesche e i giochi grafici che sconfinavano spesso nel surreale.
“Una volta feci vedere i miei disegni a Guglielmo Zucconi, che in quegli anni dirigeva il “Corriere dei Piccoli” e la “Domenica del Corriere”. Li apprezzò molto, ma mi disse che non sapeva come utilizzarli, perchè erano troppo cinici e macabri, quindi poco adatti al genere di pubblicazioni del “Corriere della Sera”. Fu lui che mi consigliò di rivolgermi all'agenzia di Cassio Morosetti”.
Entrato a far parte dell'agenzia Disegnatori Riuniti, diretta appunto da Morosetti, Putzolu iniziò a pubblicare, illustrazioni, barzellette e giochi enigmistici su numerosi giornali italiani ed europei e la sua caratteristica firma spezzata divenne in breve tempo poplarissima.
“Lavoravamo soprattutto per riviste femminili e per la famiglia e quindi la nostra comicità doveva essere popolare. La scuola di Morosetti è stata utilissima, mi ha insegnato che, al di là del significato critico, le vignette devono comunque far ridere il lettore. Morosetti diceva sempre che anche quando si disegna un tavolo si deve fare qualcosa di comico".
Alla fine degli anni sessanta, Putzolu rientò in Sardegna e si propose all' “Unione Sarda”, allora diretta da Fabio Maria Crivelli.
“Mi presentai per sostenere un colloquio informale con il vice direttore Vittorino Fiori, che dirigeva anche L' “Informatore del Lunedì”. Mi chiese di fargli un disegno, così, su due piedi. Quella specie di esame evidentemente andò bene, perchè iniziai subito la mia collaborazione con il giornale. All'inizio, realizzavo soprattutto vignette satiriche sulla politica regionale, poi Fiori mi chiese di farne anche di argomento sportivo e così disegnai una lunga serie dedicata al Cagliari di Gigi Riva e Scopigno”.
Negli anni settanta sull' “Unione Sarda” apparve la striscia Sardus Pater (disegnata da Antonio Castangia) a cui Putzolu, nel 1974, affiancò Sardus Filius. Con questo fumetto il disegnatore poteva dedicarsi a ciò che sentiva più congeniale e cioè la satira sociale e di costume. Proprio su questa strada è, infatti, proseguito il suo itinerario creativo, realizzando centinaia di disegni, ognuno dei quali fotografa un momento significativo e che, insieme, compongono un grande affresco sulla nostra realtà. Uno sguardo, che non è mai consolatorio, sulle contraddizioni e i problemi della Sardegna. Ciò che colpisce - oltre l'efficacia umoristica che permette alle vignette di restare sempre divertenti, di non essere mai datate , è la capacità dell'autore di sintetizzare con pochi tratti le situazioni più complesse. Questa è una prerogativa che è tipica solo dei grandi maestri, una categoria a cui Putzolu appartiene certamente.
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